Tone of voice del brand sui social: definirlo dal sito del cliente e mantenerlo in ogni post
Tone of voice del brand sui social: Palinsesto legge il sito del cliente, ne ricava voce, tono e pilastri e li usa in ogni testo e creativo fatto con l'AI.
Chi segue più clienti lo sa: il problema non è scrivere un post, è scriverne trenta al mese per otto brand diversi senza che si somiglino tutti. Il ristorante deve suonare caldo e diretto, lo studio di commercialisti preciso e misurato, il negozio di bici un po' ironico. Il tone of voice del brand sui social è proprio questo: un insieme di scelte su come il brand parla, scritte abbastanza chiare da poterle seguire anche quando il post lo prepara il collega nuovo, o l'AI.
Di solito queste scelte vivono nella testa di chi segue il cliente da anni, o in un PDF che nessuno riapre. Palinsesto le mette nel Brand DNA del cliente: un profilo ricavato dal suo sito, modificabile, che accompagna ogni testo e creativo generato con l'AI.
Perché la voce del brand si perde
- Nessuno l'ha mai scritta. Il cliente ha un sito, un logo e un'idea vaga di sé. «Siamo giovani ma seri» non basta a decidere se usare il tu, le emoji o le battute.
- Le linee guida stanno nel posto sbagliato. Un documento su Drive, una chat su WhatsApp, un appunto nel quaderno. Quando scrivi la caption del martedì non le hai davanti.
- Più persone, più voci. Il content creator scrive in un modo, il social media manager corregge in un altro, il cliente aggiunge la sua frase. Dopo tre mesi il profilo non ha più un carattere.
- L'AI generica parla come tutti. Un assistente che non sa nulla del cliente scrive con il tono medio di internet: entusiasta, pieno di punti esclamativi, uguale per la pizzeria e per l'avvocato.
Come lo risolve Palinsesto
- Parti dal sito del cliente. Nella scheda del cliente premi «Crea Brand DNA dal sito». Palinsesto legge fino a 5 pagine: la home e 4 pagine interne, con la precedenza a quelle dove il brand si racconta (chi siamo, servizi, prodotti, menu, storia, team).
- Raccoglie testi e segni visivi. Titoli e testi, fino a 5 colori, fino a 3 font, il logo e fino a 6 foto, copiate nell'archivio del cliente per i creativi.
- L'AI scrive il profilo. Compila i campi «In una frase», «Cosa offre», «A chi si rivolge», «Voce», «Tono», «Pilastri editoriali», «Da fare» e «Da evitare». L'analisi costa 5 crediti AI.
- Tu correggi. Il profilo è una bozza. Nella tab Brand DNA ogni campo si modifica: togli un pilastro che non convince, aggiungi «mai il lei» tra le cose da evitare, sistema la palette in esadecimale.
- Ogni output AI lo usa. Caption, lotti di creativi nello Studio, revisioni dei creativi e bozze delle campagne ricevono il profilo del cliente. Non incolli più le linee guida a mano.
- Regole comuni a tutti. Sopra il profilo valgono regole fisse: frasi brevi, niente trattini lunghi, nessun dato o recensione inventati.
Checklist: un Brand DNA pronto per scrivere
Dopo l'analisi, prima del primo post, controlla i campi della tab Brand DNA.
- «In una frase»: si capisce cosa fa il cliente anche senza conoscerlo?
- «Cosa offre»: ci sono i servizi che vuole spingere adesso?
- «A chi si rivolge»: il pubblico è concreto (età, zona, momento d'acquisto) e non «tutti»?
- «Voce»: dice se si usa il tu o il voi e quanto si scherza?
- «Tono»: 3-5 parole che distinguono questo cliente dagli altri?
- «Pilastri editoriali»: 3-5 temi su cui costruire il piano editoriale?
- «Da evitare»: parole vietate, temi delicati, concorrenti da non nominare?
- Palette: corrisponde al marchio attuale?
Se una risposta manca, scrivila tu: cinque minuti qui risparmiano molte correzioni dopo.
Per chi è
Palinsesto serve a freelance e agenzie che seguono più clienti e vogliono che ognuno mantenga la propria voce, anche quando scrivono persone diverse o l'AI. Il Brand DNA è in tutti i piani e consuma crediti solo durante l'analisi.
Non è la scelta giusta se:
- il cliente non ha un sito pubblico: l'analisi automatica non ha da dove partire e il profilo entra nei prompt solo dopo un'analisi riuscita;
- cerchi un'analisi dei profili social del cliente o dei concorrenti: Palinsesto legge il sito, non Instagram né Facebook, e non fa analisi della concorrenza;
- ti serve uno storico delle versioni: una nuova analisi riscrive il profilo e non c'è un registro delle modifiche.
Palinsesto a confronto con un documento di linee guida su Drive
| Brand guidelines in PDF o su Drive | Brand DNA in Palinsesto | |
|---|---|---|
| Da dove nasce | Scritto a mano, spesso in un workshop | Ricavato dal sito del cliente, poi corretto da te |
| Dove sta mentre scrivi | In un'altra scheda del browser, se te lo ricordi | Nella scheda del cliente, accanto ai post |
| Uso con l'AI | Lo incolli tu nel prompt ogni volta | Passato in automatico a caption, creativi, revisioni e bozze ads |
| Colori e font | Descritti nel documento | Salvati come palette e font, usati dai creativi dello Studio |
| Aggiornamento | Si riapre raramente | Rianalizzi il sito o modifichi il campo, ma la nuova analisi sovrascrive |
| Costo | Tempo di chi lo scrive | 5 crediti AI per analisi, compresi nel piano |
Domande frequenti
Cos'è il tone of voice di un brand sui social?
È il modo in cui il brand parla: le parole che sceglie, la lunghezza delle frasi, il registro, quanto scherza e cosa non dice mai. Non coincide con logo e colori, che sono identità visiva. Sui social pesa di più perché i post li scrivono persone diverse in giorni diversi: senza regole scritte la voce cambia a ogni pubblicazione e il pubblico smette di riconoscerla.
Da dove prende le informazioni il Brand DNA?
Dal sito del cliente. Palinsesto legge fino a 5 pagine, la home e 4 pagine interne, dando la precedenza a indirizzi come chi siamo, servizi, prodotti, menu, storia e team. Ricava testi e titoli, fino a 5 colori, fino a 3 font, il logo e fino a 6 foto. Poi l'AI scrive il profilo: offerta, pubblico, voce, tono, pilastri, cose da fare e da evitare.
Posso correggere il Brand DNA scritto dall'AI?
Sì. Nella scheda del cliente, alla tab Brand DNA, ogni campo è modificabile: sintesi, offerta, pubblico, voce, parole di tono, pilastri editoriali, cose da fare e da evitare, palette in esadecimale e font. Attenzione però: se lanci di nuovo «Rianalizza il sito», il profilo viene riscritto dalla nuova analisi. Prima di rifarla, annota da parte le correzioni a cui tieni.
Quanto costa creare il Brand DNA di un cliente?
Ogni analisi del sito consuma 5 crediti AI. I crediti sono compresi nel piano: 150 nel Freelance, 600 nello Studio e 2.500 nell'Agenzia. Le modifiche fatte a mano ai campi non consumano crediti. Il profilo viene poi riusato da ogni testo generato per quel cliente, quindi l'analisi si fa una volta e si ripete solo quando il sito cambia davvero.
Il Brand DNA funziona se il cliente non ha un sito?
Solo in parte. L'analisi ha bisogno di un sito pubblico raggiungibile in http o https, e il profilo entra nei testi AI solo dopo un'analisi riuscita. Senza, l'AI conosce soltanto nome, settore e indirizzo del cliente e scrive in modo più generico. In quel caso conviene salvare le frasi tipiche del cliente come template di testo e correggere le caption a mano.
Quali regole di stile valgono per tutti i clienti?
Ogni testo AI di Palinsesto segue regole fisse: italiano naturale, seconda persona, frasi brevi, niente trattini lunghi, niente punti esclamativi multipli, niente parole enfatiche come «senza precedenti». E non deve inventare dati, premi o recensioni. Sono la base comune a tutti i clienti: la voce specifica di ciascuno si aggiunge sopra con i campi Voce, Tono, Da fare e Da evitare.
Inizia
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